(via lalumacahatrecorna)
In questo momento pubblicherei un foglio vuoto, una pagina scarna, 21 righe disprezzate, stracciate, gettate nel cassonetto della vita. Pubblicherei le mie intenzioni vacue e prive di senno, di senso, di inchiostro reticente e di reticenze maledette.
Jacopo Ortis mi ha trascinato in un sonno catatonico, in cui ho sognato di nuovo i due amanti. La tenerezza era nascosta agli occhi dei visitatori tramite un velo incomprensibile che solo la lucidità del sonno può dare e la gioia esplodeva nel mio universo parallelo come il sangue in un film splatter. Non è possibile rivelare la sensazione del risveglio. languivo nelle false verità.
il tempo è crudele. ha continuato a scorrere inesorabile sulle nostre storie, su mille storie che non conoscerò mai. ho visto che finalmente sono arrivati i fiori per te, che la tua vita è ricoperta da mille sogni che cambiano forma in continuazione e ai quali io posso solo assistere come un’estranea spettatrice.
il mio più vecchio difetto si fa sentire sempre più tenace e io lo assecondo aspettando le conseguenze più devastanti che ha sempre portato con sè.
se sto male, scrivo
se scrivo, esplicito le mie sofferenze
se esplicito le mie sofferenze, esse perdono significato.